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I grandi viaggi | |
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Viaggio a Santiago di Compostela . (foto Nello Lombardo) Quel
che segue è il racconto tratto dal diario di bordo (necessariamente
stringato del viaggio che è
stato effettuato nell’ Agosto del 1996 da noi (fam.Lombardo) , insieme ad
altri tre equipaggi del nostro Club , le famiglie Di Lorenzo , Nastasi e
Catalano ( l’autore del sito) in tutto 14 persone . Il viaggio, che abbiamo effettuato per via interna
sulle orme dei pellegrini , è affascinante e lo diventa ancor di più se
riusciamo ad immergerci
nell’atmosfera dei viaggiatori di
tanti secoli or sono che con molti più pericoli di noi e infinitamente
minori mezzi , con grande fede si recavano in pellegrinaggio verso
Santiago ( S.Giacomo Apostolo , che si dice sia stato sepolto qui ). Partenza
da Trapani giovedì 1 agosto alle ore 20.00 con la nave Carla E. di
trasporto commerciale che ci dà ,per così dire un passaggio fino a
Livorno abbreviandoci il tragitto di
1700 km., che non è poco ,
con una spesa di circa £.500.000. arrivo
a Mezzanotte di Venerdì 2/8/96 e dopo un breve riposo, partenza per la
Francia via Autostrada fino ad Aix en Provence da dove deviamo per Nimes
per incontrarci con il resto della comitiva e visitare l’anfiteatro
romano, il giardino
La Fontaine ed approfittiamo per far una breve visita ad alcuni
parenti qui emigrati da più di cinquntanni. Ci
mettiamo in cammino verso Sete e pernottiamo lungo la strada, sotto una
pioggia mai vista in agosto dalle nostre parti. 05/agosto
. ore
9:00 si parte per Carcassone con vista la città sempre bella e ben
conservata 8 sembra uscita dalle tavole di illustrazione delle favole della
nostra infanzia . Ci approvvigioniamo di acqua non senza qualche difficoltà
a Saint Gaudiens e proseguiamo per Lourdes ove si arriva a mezzanotte e si
pernotta nella piazza delle Halles di Lourdes. 06/
agosto. ore
8:00 ci svegliano di buon mattino,a causa del trambusto provocato da un
mercato rionale che si doveva posizionare proprio lì, e ci trasferiamo
nella vicina piazza .... il sonno ci aveva impedito di vedere una migliore
sistemazione che era a portata di mano. Si
visita il santuario la grotta
e la città . Il
pomeriggio passa sotto una nebbia fitta ed una pioggia insistente. Troviamo
acqua presso il w.c. per parcheggio “ Cap Veille”. Le
previsioni del tempo promettono
un miglioramento . 07/agosto
ore
11:00 lunga passeggiata che dal paese a 1400 s.l.m. ci porterà verso il
circus a 1800 m. ed uno spettacolo di montagna suggestivo con ruscelli e
nevi perenni con una spettacolare cascata di acqua che vien giù per 400
m.: non mancano i ciclamini e le fragoline di bosco , la fatica per la
salita è stata largamente compensata dallo spettacolo meraviglioso che ci
offre la vista del luogo . ore
15:30 si rientra in discesa finalmente !!!. compriamo
a S.Sauveur prosciutto formaggio e pane ( ha ripreso a piovere). ore
19:00 si parcheggia a Pau piazza Vendome . 08/agosto
. ore
9:30 visita al castello di Pau
e alla città pulitissima e ordinata . ore
12:30 a Bodiart sulla costa Atlantica ci facciamo il bagno nell’oceano
quasi calmo e quasi caldo ore 19: siamo a S.Sebastian , visitiamo la Concha,
al centro vi è la rocciosa isola di Santa Clara,
e monte Urgul, promontorio panoramico che chiude la baia .
Posteggiamo nei pressi dell’università ai piedi del monte e ci
riforniamo di acqua presso un cantiere nei pressi della facoltà. ore
23 : 00 visita di notte 09/agosto
. ore
9:00 . Si
decide di prender il bus per il centro ove un mercato al coperto attira la
nostra attenzione: granchi , sogliole calamari triglie etcc...tutte a
dimensioni oceano atlantico .
Compriamo una sogliola enorme che ci diliscano alla perfezione : finiranno
fritte sul fornello del camper.
ore 16:00 Partenza per Burgos antica città della castiglia , la
stradaè buona ed , a tratti, anche a quattro corsie . Aumenta il caldo (
32 °C). ore
21: 00 arrivo a Burgos e subito giro per la città animatissima di tapas e
cerveterie . Primi segnali del passaggio dei pellegrini
Parcheggio Cavalleria a pagamento . 10/agosto
ore
9:30 Visita della Cattedrale ( a pagamento ) molto grande e molto bella . ore
12:45 partenza . per Caron de las Contes
varie chiese romaniche ( pranzo e rifornimento lungo il viaggio ). ore
15:30 Leon . con una splendida cattedrale detta “ Pulcrha Leonina” per
la sua bellezza , con numerose torri di diversa altezza sulle quali hanno
nidificato molte cicogne . ore
23:00 Astorga . La guardia civil ci impedisce di posteggiare vicino
all’edificio della caserma . Pernottiamo vicino la cattedrale . 11
/ agosto . ore
9:30 dopo una visita alla cattedrale , alle mure romane e...... ad una
panetteria per biscotti, cornetti e
pane,subito in cammino verso Santiago con visita lungo la strada a
Ponferrada ove c’è un castello appartenuto ai Templari .A Lugo, la
cittadina è circondata e protetta da un giro completo di mura turrite ,
poi una pioggerella leggera ci accompagna fino a Santiago
. Dopo
varie vicissitudini si decide di dormire sullo spiazzo della Xuanta e di
spostarsi l’indomani. 12/agosto.
molto
presto ci spostiamo verso il posteggio delle Galieras e alle ore
9:00 Tutti in piazza Obradoira . Magnifica Cattedrale la cui fronte
principale , detta appunto Obradoiro(opera d’oro) preceduta da una
scalinata a doppia rampa del 1606.e serrata tra due torri di m. 76 , è
opera barocca di Ferdinando de Casas y Novar (1738) a colonne , balconate ,
pinnacoli e statue e con un grandissimo portale . Nella
testata del transetto destro , vi è la puerta de las Platerias , così
chiamata perchè un tempo vi erano i venditori di argento (platas) L’interno
della Cattedrale molto imponente è a croce latina e tre navate anche nel
transetto, al centro, da una
grande cupola pende (e viene fatto ondeggiare nelle cerimonie solenni ) un
grande e massiccio incensiere detto botafumeiro ( buttafumo) che in quel
giorno (fortunati noi !!) quattro chierici facevano ondeggiare da una parte
e dall’altra dell’altare , spargendo incenso in tutta la chiesa ed
offrendo uno spettacolo Visita
della città . ore
13:00 Pranziamo, presso una
trattoria molto frequentata dagli spagnoli, dell’ottima paella e, per i
bambini una bisteccona e
patatine, pagando a testa 1100 pts. . ore
17:00 si decide di restare la notte a Santiago ; ore
22:00 è ancora giorno , giriamo per la citta, in piazza alcuni studenti
,pellegrini anche loro , improvvisano canti e balli ed altri ancora giochi,
il tutto in una splendida cornice
paesaggistica. ore
24 : 00 tutti a nanna. 13/
agosto ore
9 :00 ci muoviamo per La Toxa
( rias Baxia ) In un paesino
c’è un mercatino che attrae le nostre donne, c’è anche del pesce e
compriamo viole ( donzelle ndr)
grandi così !! ore
16 : 00 si riprende il cammino e alla spiaggia A Lazada ci aspetta un
bellissimo ma freddissimo
bagno ,. si arriva a la Toxa , bella isola legata alla terra ferma da un
ponte con tanti pini e spiaggia , molti villini protetti da polizia privata
che mal gradisce i camper posteggiati . ore
22 :00 E’ ancora giorno si va verso Pontedera
e si cena in camper il granchio ed altri pesci comprati la mattina. 14
/ agosto ore
9 :00 partenza per il Portogalllo . si attraversa il Minho e si prosegue
per Viana do Castelo . Mi accorgo che la città è in festa per la corrida
dell’indomani . Si prosegue per
Oporto . Ci fermiamo al campeggio . facciamo il bagno in piscina
ed alcuni in Atlantico
che non si rivela freddissimo . Si
festeggia con torta e candeline Sandro
Di Lorenzo che compie 11 anni . Ci dedichiamo a lavori di pulizia e tanto
relax.. 15
/ agosto . dolce
far niente nella mattinata . Bagno in piscina e preparativi per la partenza
. ore
16 :00 si parte per Viana ove assistiamo alla corrida portoghese : un bello
spettacolo ove non si mata il toro. ore
22 :00 si parte per Braga
16
/ agosto 9:00
si fa la spesa e compriamo tutti
dell’ottimo Porto . 11
: 30 si parte per Vila real , la strada è di montagna ore
18 : 00 tentiamo di andare a Mateus , visitiamo la villa che è una tenuta,
ma la cantina ove producono
l’omonimo vino è chiusa, ci
accontentiamo di acquistare bottiglie da 1,5 litri in un supermercato,
il vino ha prezzi simili che in Italia . ore
21 : 00
Bragança . C’è una festa, compriamo dei gelati e ci godiamo la
piazza seduti ai tavolini di
un bar. Dormiamo al posteggio in piazza stazione . 17/agosto
. ore
8:30 si parte per la Spagna c’è una strada vecchia che ci costringe a
fare 30 km. in 1 h e 30 ‘ ma,
superato il confine la strada si allarga e ci permette di guadagnare Km su
Km. per il ritorno . ore
13 : 00 pranziamo paella ad un ristorante che capita lungo la strada (
Quartano do ponte ) molto turistico . ore
17 : 00 I Nastasi si staccano
da noi per andare a Barcellona,
Alberto aveva lasciato la compagnia , noi ritorniamo in Francia con
Slvio . ore
21 :00 si dorme ad Irun in un’area di servizio
Spagnola ( oggi abbiamo fatto più di 500 km.) 18/
agosto viaggio
di ritorno lungo la Francia con
cena a Sete a base di ottime
cozze , in uno dei tantissimi ristoranti lungo i canali della cittadina
animatissima fino a notte fonda.. Dormiamo
al posteggio della piscina, all’entrata del paese ,ad
Agde. 19/agosto
e 20 viaggio di ritorno . E’
stato un....lungo cammino da rifare . Nello
e Margherita Lombardo
Con grande piacere, torniamo ad ospitare su queste colonne, gli appunti di viaggio di un nostro Socio. Questa volta tocca ad Emanuele Baudo che ci racconta in più puntate del suo viaggio di fine millennio. Sfumato ad inizio autunno, per improvvisa quanto sistematica mancanza di partecipanti "previsti" un viaggio verso la Libia, ma decisi a festeggiare il Capodanno 2000 con un viaggio da ricordare, cartine alla mano, tutta la famiglia si è messa alla ricerca della meta più adatta. Tralasciando quelle già viste, che ci permettesse di trascorrere la notte di S.Silvestro in strada, in una capitale europea, insieme ad una numerosa (e rumorosa) compagnia. La scelta, complice un viaggio aereo di nostri amici trapanesi nello stesso periodo, è caduta su Berlino, città che avevamo già visto (di ritorno da un viaggio nei paesi scandinavi) nell’estate del 1990, a pochi mesi dalla caduta del muro (che era ancora quasi tutto su) ma solo di passaggio. l clamore su riviste specializzate, sui preparativi per il capodanno ed il fatto che nel 2000 Berlino ritornava ad essere capitale della Germania, a segno di una effettiva riunificazione finalmente avvenuta (dopo 10 anni), nei fatti..., ci tolsero ogni dubbio. Solita preparazione del camper nei giorni precedenti la partenza, con vana ricerca a Trapani di catene da neve, il cui acquisto viene rimandato durante il viaggio di avvicinamento. Sabato 25 Dicembre, dopo cena, partenza, e dopo meno di due ore, sosta notturna a Caracoli (Termini Imerese). Domenica 26, partenza in direzione Messina e dopo un’ora circa altra breve sosta; "Chicco", un gatto di 3 anni che insieme alla madre "Ambra" dalla nascita viaggia con noi, stava vomitando a causa delle curve strette della statale. Gli accorgimenti fortunatamente presi prima della partenza per divani e pavimento anno escluso "danni" e questo inconveniente è stato, per nostra fortuna l’unico di tutto il viaggio. Raggiunta Messina, traghettiamo su una nave "Caronte" per noi nuova, più grande e che ci ospita in un garage chiuso (obbligo di scendere dai mezzi). La temperatura esterna rispetto ai giorni passati è salita di parecchio per lo scirocco che ha invaso la penisola e che ‘muove’ il nostro mezzo (ci farà compagnia fino a Firenze...). In Calabria, per paura di neve in autostrada , deviazione sulla statale a Falerna e rientro a Lagonegro, per il resto, pochissimo traffico e pernottamento all’area autostradale Tevere (circa 100 Km dopo Roma). Giorno 27 lunedì, la mattinata è dedicata alla ricerca, ancora vana di catene per Ducato, sia a Firenze, nella grande area commerciale dei Gigli (Uscita Prato) che in quelle di Bologna, Modena e nella città di Trento. Alla fine della giornata quindi i Km percorsi sono in meno ma l’itinerario più vario e ci consente anche il tempo per qualche acquisto. Pernottamento nell’area Autokamp di Vipiteno accanto ad altri mezzi consimili. Fiocca abbondantemente ed il pensiero delle "catene" mi accompagna fino a quando il sonno non ha ragione delle mie preoccupazioni. Giorno 28 Martedì ci svegliamo in un paesaggio candido e soffice (almeno 25 Cm di neve erano caduti nella notte) e l’atmosfera è per noi "Siculi" quasi irreale. Partenza con qualche piccola slittata verso l’Austria attraverso l’Europabruck, così chiamato perché costruito con i fondi europei, (e non capiamo quindi perché si debba pagare £. 16.000 di pedaggio), non prima di aver pagato in frontiera cieca £.10.000 per la ‘vignetta’ che per dieci giorni ci consentirà di attraversare le autostrade Austriache (sono previsti controlli e le multe sono .... scoraggianti). Dopo soli 100Km ingresso in Germania in direzione Monaco. La nafta in nelle autostrade austriache costa circa 1.500 lire (10.50 Sch), stessi prezzi o quasi in Germania (dopo Capodanno però lieviteranno avvicinandosi a quelli italiani). Superata Monaco, sempre sotto la neve, mai comunque problemi in autostrada, pulita continuamente, prendiamo il bivio per "Regesburg" (il nostro itinerario verso Berlino prevede un ‘salto’ in Cechia) città tedesca storica e piena di fascino, distesa com’è sul Danubio. L’occasione è propizia per il rifornimento della ‘cambusa’ presso il supermercato "Norma", una catena di hard discount molto presente nel centro e nord Europa e con prezzi molto vantaggiosi. Alle 19.00, dopo un breve tratto stradale, (a Mitteeteich l’autostrada finisce) entriamo in Cechia; alla frontiera mezzora di attesa per un tedesco, a bordo di una Mercedes 6000 di cilindrata che ci precede, a cui hanno praticamente controllato tutto. Aspettiamo in silenzio e con una certa soddisfazione (perché?); quando tocca a noi neanche ci guardano .... Il nostro obiettivo è Cheb, stupenda cittadina costruita intorno alla squadrata piazza centrale, (caratteristica abbastanza comune in tutta la Cecoslovacchia) Un ampio rettangolo circondato da deliziose case multicolori con facciate barocche, con tantissimi ristorantini tipici, sicuramente attività più numerosa in città e che ci porta ad approfittare per cena con discreti risultati e una spesa (28 DM per 4 persone tutto compreso) davvero modesta. Non avendo valuta locale inizialmente cerchiamo il simbolo "Visa" ma poi abbiamo capito che il Marco era, non solo accettato, ma anche leggermente sopravvalutato rispetto che in banca. Pernottamento nel parcheggio della Cattedrale (diurno a pagamento). Giorno 29 Mercoledì, breve giro per shopping nei negozi del centro ed acquisto di oggetti in vetro (di Boemia) come di prammatica. Al ritorno al camper il parcheggiatore ci chiede, per quasi 3 ore poco più di 1000 lire (20 Kr) e via per Karlovy-Vary, la "Montecatini ceca, città elegante con negozi "all’altezza", famosa per le sue fonti termali e per questo meta di imperatori e nobili d’epoca, con numerosi alberghi a 5 stelle e con grandi Mercedes alle porte. Breve passeggiata per i viali pieni di gente sotto un sole tiepido che non riesce a sciogliere la neve che ricopre ogni cosa. In serata rientro in Germania, via Teplice, percorrendo una statale, a tratti in doppia corsia ed in ottimo stato, parallela alla catena montuosa dell’Erzebirge che fa da frontiera fra i due stati. L’ultimo tratto, prima della frontiera attraversa un passo montuoso non altissimo ma, vista la stagione, alquanto innevato che passa per il paesino di Ginovec. Qui ci si sente come proiettati improvvisamente nel quartiere a luci rosse di Amsterdam (quello delle ‘famose’ donne in vetrina), con ragazze tutte molto giovani e carine, incuranti della temperatura esterna (almeno 5 sotto zero) che chiedono autostop (?!) in mini-shorts e abiti succinti, mentre altre ‘colleghe’ si esibiscono seminude dietro le vetrine di bar, pensioni, club ... sotto luci al neon blu e rosa. Situazione certo fuori dal comune che lascia spazio a considerazioni di vario tipo inerenti comunque oltre che a ragioni morali, sicuramente economiche ... Arrivo a Dresda per cena e sosta presso la Semperoper. Pare il più bel teatro del mondo (con la Scala di Milano); breve giro notturno sotto la neve, quasi finta tanto era leggera e simile alla bambagia, e poi pernottamento in un parcheggio (diurno a pagamento 2 DM ora) alle spalle della cattedrale, in pieno centro storico. Giorno 30 Giovedì. Dresda, detta la Firenze dell’Elba (sempre riferimenti all’Italia per indicare cose di rilievo) e una splendida cittadina, quasi totalmente ricostruita dopo i tremendi bombardamenti che sul finire della II^ guerra mondiale la rasero al suolo, è tuttora un grande cantiere (la fine di tutti i lavori è prevista per il 2006 ottocentesimo anniversario della città) ed il simbolo di questa città è la Fraukirche, il cui restauro (che per quantità di pezzi disposte su una piazza enorme da mettere insieme sembra un museo ‘open air’) riporterà, ad opera di importanti sponsor privati, questa chiesa mastodontica agli antichi sfarzi di una volta. Ampio giro del centro storico (pochi edifici aperti anche se a restauro ultimato) con visita dello Zwinger, un castello-parco grandioso, proprio accanto alla zona teatri, maggiore costruzione del tardo barocco in Germania e che oggi ospita diversi musei, tra cui quello della porcellana della vicina Meissen. Proprio Messen è il nostro prossimo obiettivo, la cittadina è carina, la porcellana .... carissima!! Solo da ammirare, con il bel centro storico raccolto in alto, intorno al castello e al duomo che visitiamo con qualche perplessità per la richiesta di 7 DM (X2) per la visita, (senza peraltro ci sia all’interno niente di particolare..). Ridiscesa poi al parcheggio lungo il fiume, dove abbiamo lasciato i figli e gatti, e via verso Berlino. Metropoli di 3,3 milioni di abitanti che già dal suo ring autostradale esterno di circa 200 Km (!) si manifesta gigantesca. Incontro (grazie alla ‘tecnologia’ dei telefonini GSM) con nostri amici trapanesi e pernottamento in zona periferica della città presso la loro abitazione in loco. A differenza di
quanto visto finora la neve ci ha abbandonato, siamo nella grande pianura
che precede il Mare del Nord, la temperatura è salita intorno ai 4/5° di
giorno e la mancanza di vento rende il clima quasi accettabile (sempre per
noi siculi). Il sole invece, già da parecchi giorni ‘latita’ e le
scarse ore di luce (dalle 09 passate alle 16.00 circa) sono il nostro
principale cruccio. Il fatto comunque di aver raggiunto la nostra meta ci
fa addormentare più tranquilli, anche se ansiosi del risveglio. Emanuele Baudo.
VEDI NAPOLI E POI ....TORNACI appunti
di
viaggio di
Marcella e
Andrea CACCAMO Raccontare
una città come Napoli in sintesi è davvero un’impresa molto ardua; ci
ha provato, con successo, l’amico Andrea.
Certo non potevamo pretendere che il suo interes-sante lavoro si
concentrasse una sola pagina, dunque siamo costretti a suddividerlo in
due parti. N.d.r.
———————
Città
di straordinaria storia e di grandissima bellezza, metropoli fin dall’antichità,
testimone di cultura e arte in un ambi-ente urbano e in un contesto sociale
di indubbio interesse, in un paesaggio umanizzato e naturale dominato dal
Golfo, dal Vesuvio e da tesori archeologici fra i più celebri del mondo,
Napoli non può certamente essere riassunta in una visita di tre giorni o
in queste poche righe. L’intento
e quello di fornire delle concise indicazioni storiche, monumentali e
logistiche che possono stimolare il visitatore a sceglierla come meta di un
viaggio e a coglierne (lasciandosi alle spalle superficialità, luoghi
comuni e giudizi fissi e incontrovertibili) i tanti fermenti di
rinnovamento che oggi vi serpeggiano. CENNI
STORICI Sorta
nel VII° - VI° secolo a.C. come colonia greca, filiazione di Cuma, fu
fiorente durante l’Impero Romano come porto e come centro di
villeggiature patrizie. Con importanti ruoli sotto i bizantini, i Normanni
e gli Svevi, divenne capitale sotto gli Angioini, il cui dominio coincise
con una notevole attività artistica.
Con gli Spagnoli fu sede del governo di un viceré, quindi ritornò
capitale nel 1734 sotto i Borboni e rimase tale fino al 1860, tranne la
breve parentesi napoleonica (1806-15).
L’im-pianto urbanistico
ortogonale della Napoli romana e riconoscibile nel centro storico fra la
via S.Maria di Costantinopoli e Castel Capuano; fra questo settore della
città e il porto è l'espansione medioevale (con le strade perpendicolari
alla costa, tipiche degli antichi centri mediterranei), mentre la città
spagnola, con il suo fitto reticolo di strette vie, si è estesa in
particolare fra l’asse di via Toledo e la collina di S.Martino.
Se la figura dominante di architetto se 600 napoletano è Cosimo
Fanzago, nel 700 sono soprattutto il Fuga e il Vanvitelli che
contribuiscono a creare un nuovo volto del capoluogo campano.
Dopo la relativa pausa dell’800, lo sviluppo si è accentuato al
massimo nel nostro secolo, dando vita a grandi e disorganici quartieri
residenziali e mutando la fisionomia di intere zone. M
U S E I -
Museo Archeologico Nazionale - Certamente il più importante museo
archeologico d’Europa, custodisce l’antica collezione Farnese e i
reperti degli scavi di Pompei ed Ercolano, oltre le collezioni Borgia
(antichità etrusche ed egiziane) e S.Angelo (monete antiche).
Orario 9-13/14 (£.12.000). -
Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte -
Comprende la Galleria Nazionale (il cui nucleo essenziale è
costituito dalla collezione Farnese ereditata dai Borboni), la galleria
dell’800, l’appartamento storico, le collezioni di porcellana e l’armeria.
Notevole il vasto parco circostante.
Orario 10-18 Domenica 9-15. Chiuso il lunedì (£.8.000). -
Cappella Sansevero - Forse
il più discusso e interessante monumento di Napoli, racchiude capolavori
scultorei del 700, tra cui il celebre Cristo velato del Sammartino.
Esemplari di macchinette anatomiche settecentesche sono conservate
in 2 armadi siti nella cavea circolare seminterrata.
Trattasi dei corpi di un uomo e una donna nei quali sono stati
eliminati, con ignoti procedimenti, tutte le parti molli ad eccezione dell’intero
apparato circolatorio fin nelle sue minime ramificazioni arteriose e venose
(opere del XVIII° secolo dal medico palermitano Giuseppe Salerno). Orario
10-17, Martedì e festivi 10-13.30 (£.6.000).
C
H I E S E -
Duomo - Inaugurato nel 1315 alla presenza di Roberto D’Angiò
e dalla regina Sancia, ha subìto molti rifacimenti. Di grande importanza storica e artistica la cappella del
tesoro di San Gennaro, in cui sono custodite le ampolle col sangue
miracoloso del Santo Patrono. Accanto
la cappella Minutolo, tra gli ambienti meglio conservati dell’età gotica
a Napoli. dalla navata
sinistra si accede alla cappella si Santa Restituta, basilica del IV°
secolo di fondazione costantiniana.
Da non perdere nella navata destra il battistero a pianta quadrata
con splendidi mosaici e la zona archeologica con i resti dell’antica
basilica paleocristiana. Orario
9 - 12/16 -18 feriali; 9
- 12 festivi (£.4.000). -
Santa Chiara -
Costruita nel 300 per volere dei sovrani Angioini, rappresentò la
chiesa della regalità e nobiltà napole-tana.
Da non tralasciare la visita nell’annesso convento del coro, con
antichi affreschi e del chiostro maiolicato, restaurato nel 700 da Domenico
Vaccaro. -
Gesù Nuovo - Sorse alla fine del 500 sull’area del palazzo
Sanseverino, principe di Salerno (il bugnato quattrocentesco della facciata
era destinato al Palazzo). Maestoso
l’interno, con pavimenti e rivestimenti delle pareti in marmi policromi e
pregevoli opere di pittura e scultura. -
San Domenico Maggiore
- Edificata in forme gotiche alla fine del 200, ha subito profonde
trasformazioni nei secoli, diventando barocca nel 600 e tornando allo stile
originario con i restauri dell’800.
Splendidi il cappellone del Crocifisso e la sacrestia.
Nell’annesso convento visse e insegnò San Tommaso D’Aquino. - San Lorenzo Maggiore
- Qui Boccaccio incontrò Fiammetta
nel 1334 e pochi anni dopo vi si rifugiò in preghiera Francesco
Petrarca. La grandiosa costruzione della fine del 200, poi trasformata nel
600, contiene i sepolcri di Caterina d’Austria, Carlo di Durazzo e
Roberto d’Artois. - San
Paolo Maggiore - Eretta
alla fine del 500 sulle rovine di una chiesa del IX° secolo, laddove
sorgeva un tempio romano dei Dioscuri.
Posta alla sommità di una scenografica scala a doppia rampa, fu
disegnata dall’architetto Francesco Grimaldi, maestro del barocco
napoletano. Nell’interno a 3
navate, dipinti di Massimo Stanzione, Paolo de Matteis e Francesco Solimena. -
Sant’Anna dei Lombardi
- Eretta nel 1411, ha subito profonde trasformazioni nel 600;
qualcuno l’ha definita un museo del Rinascimento per il numero e le
bellezze delle sue sculture. Di
particolare interesse un gruppo di 8 figure in terracotta, in origine
policrome, raffiguranti la Pietà (opera di Guido Mazzoni nel 1492). C
A S T E L L I - Maschio Angioino
- Costruito ne XIII°
secolo dagli Angioini, fu totalmente rifatto dagli Aragonesi e restaurato
più volte. All’interno il
Museo civico (la cappella palatina con sculture, affreschi e la sala dei
baroni, dove si svolgono i lavori del consiglio comunale).
Splendido l’arco di trionfo, che celebra l’ingresso a Napoli di
Alfonso
I° di Aragona il 26 febbraio 1443. - Castel dell’Ovo
- La sua imponente mole domina il borgo marinaro sul lungomare di
Santa Lucia. Sulla Sua
Area, uno scoglio tufaceo poi collegato alla terraferma, sorgeva
anticamente una dipendenza della villa del patrizio romano Lucio Lucinio
Lucillo. Nel XII° secolo vi
sorse una rocca poi ampliata dai Normanni e dagli Angioini. -
Castel Sant’Elmo
- Il suo primo nucleo fu costruito nel 1329.
A pianta di stella allungata a 6 punte, è circondato da bastioni e
fortini di forma ed epoche diverse. Accanto,
la Certosa di San Martino, antico convento di origine Angioina,con giardini
dai quali si ammirano straordinari scorci panoramici sulla città e sul
golfo e all’interno l’omonimo museo (presepi, sculture, vetri e pittura
napoletana dell’800.) Orario
9-14. Chiuso il Lunedì (£.8.000). - Castel Capuano
- Suggestivo l’ingresso
antistante via dei Tribunali, con una torre ornata dalle insegne di Carlo
V°. Fu regia Normanna e poi
Angioina e Aragonese, successivamente espropriata dal viceré Toledo che vi
radunò nel 1540 i tribunali cittadini. All’interno la cinquecentesca cappella della sommaria. ALTRI
LUOGHI DA NON PERDERE -
Piazza Plebiscito
- Antico e irregolare slargo del Palazzo Reale, destinato alle
cerimonie e alle feste religiose, la piazza fu regolarizzata alla fine del
700 con le costruzioni a sud del palasso della Prefettura e ad ovest dall’emiciclo
dorico voluto da Marat (opera nel 1810 dell’architetto L.Laperuta),
al cui centro si trova la basilica monumentale di S.Francesco di Paola. - Galleria Umberto
I° -
E’ uno degli edifici piu rappresentativi della città, costruita
fra il 1887 e il 1890 su disegno di E.Rocco con copertura in ferro e vetro
di P. Boubèe. -
Guaglia di S.Gennaro -
La piu antica di tutte le guglie napoletane, eretta accanto al Duomo nel
1636 in ringraziamento dallo scampato pericolo dell’eruzione del
Vesuvio del 1631, opera di Cosimo Fanzago. - Teatro S.Carlo
(a fronte la galleria Umberto I°) - Costruito nel 1737 (4 decenni prima
della Scala ) per volontà di Carlo di Borbone, fu distrutto da un
incendio nel 1816 e ricostruito lo stesso anno su disegni di Antonio
Niccolini. E’ uno dei più importanti teatri lirici d’Europa. -
Villa Comunale -
Ingressi liberi da Piazza Vittoria , Via Caracciolo, Riviera di Chiaia e
piazza della Repubblica. -
Catacombe di S.Gennaro -
Risalenti al II° secolo, sono importanti sia storicamente che per le
pitture paleocristiane che le decorano. Sviluppate su 2 piani, sono
visitabili tutti i giorni fra le 9,30 e le 11,45 (£.5.000). S
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formula Alitalia-Orizzonti comprensiva di volo A/R PA - NA, noleggio auto
e 2 notti all’Holiday Inn con I^ colazione al costo di £.352.000 a
persona. Per
un soggiorno in camper, si
consiglia di sostare al camping Spartacus a Pompei Scavi
(tel.081-8614901), provvisto di camper service e sito ad una ventina di
chilometri dal centro di Napoli, facilmente raggiungibile in mezz’ora
col treno (la stazione ferroviaria della Circunvesuviana è adiacente al
sito archeologico dove è posto il campeggio). Per
spostarsi in città
con i mezzi pubblici occorre munirsi dei biglietti Giranapoli validi 90
minuti o l’intera giornata. Entrambi consentono di viaggiare su bus,
tram, funicolari e metropolitana al costo rispettivamente di £. 1.200 e
4.000. Peccare
di gola a
Napoli è piacevole e quantomai necessario a prezzi tutto sommato
convenienti che si riassumono quì di seguito: £.1.000-1.200 una tazzina
di caffè, sempre eccellente; £.1.800 una sfogliatella (meglio se
riccia) da Pintauro in via Toledo 275 (bella vetrina liberty); £.3.500
una pizza (meglio se fritta, gastriti permettendo) a Port’Alba, in via
Pignasecca o a Forcella; £.11.000
l’aperitivo nei migliori Gran Caffe (Gambrinus a Piazza Triestee Trento
con deliziosi ambienti decorati da stucchi e la Caffetteria a Piazza dei
Martiri e Piazza Vanvitelli; £.12.000
il costo di 6 marron glaces da Gay Odin ( da un secolo effettua
produzione propria di cioccolato e confetti nei 7 punti di vendita sparsi
per la città, molti dei quali conservano ancora l’arredo liberty
originale); £.20.000 un
pranzo completo in una trattoria con cucina tipica napoletana;
£.40.000/50.000 un pranzo completo in un ristorante consigliato
dalle guide TCI e Gambero Rosso ( Ciro a Santa Brigida, Amici miei, Da
Ettore, Mimì alla Ferrovia). Nel
tralasciare volutamente i dintorni di Napoli per problemi di spazio
(basta citare gli scavi di Pompei ed Ercolano, il Vesuvio, la solfatara
di Pozzuoli, i parchi archeologici di Cuma e Baia, la città si apre ai
turisti che la visitano a piedi, cogliendone passo dopo passo la
vitalità degli abitanti che, facendo i conti col proprio passatofatto di
rimpianti sterili e nostalgisi, traggono utili insegnamenti a migliorare il
presente. Sono segnali
importanti che coincidono con una crescita, una riscoperta di impegno
civile culminati nella tendenza di riappropriarsi de patrimonio artistico
e culturale della città che ha rimosso decenni di trascuratezza nei
confronti dei beni monumentali.
E’ questa l’aria che si respirainoltrandosi nelle strade e nei
vicoli della Spaccanapoli del Decumano inferiore, nella via dei
Tribunali, nel Decumano superiore. Un
discorso a parte merita la Via San Gregorio Armeno, un susseguirsi per
centinaia di metri di botteghe artigiane di presepi e fiori finti, una
mostra perenne di artigianato tipico napoletano che, per capacità
realizzative e motivazioni profonde, si perde nella notte dei tempi.
Il presepe non è solo un atto rituale, ma è anche la
manifestazione di un sentimento religioso a grande valenza sociale che
coinvolge intere famiglie in una rappresentazione del Natale risalente a
2000 anni orsono, ma pur sempre inquadrata e perpetuata nei fatti
contemporanei segnatamente partenopei.
Napoli si sta sforzando di offrire un’immagine gradita e credibile
delle sue realtà ed il profondo cambiamento
atto è sotto gli occhi di tutti; dopo anni di scellerato
malgoverno, si avverte un nuovo clima di fiducia fra amministratori e
cittadini che sta consentendo di muovere passi sempre più decisivi verso
la sua definitiva rinascita e consacrazione a grande capitale
d’Europa. Alla
luce di quanto sin quì espresso e coerenti alla missione di ambasciatori
di pace, insieme per l’amicizia, cittadini del mondo, non possiamo che
ripetere: abbiamo visto
Napoli e ci torneremo....in camper!
CON
SALVATORE BALSAMO E FELICE VICARI Con
la speranza di non risultare noioso, mi propongo, in collaborazione con
Felice Vicari, di raccontare
questo viaggio. Non vi
annoierò raccontandovi tutti i preparativi e le tribolazioni che fino all’ultimo
hanno messo in forse il viaggio.
Finalmente arrivò il giorno della partenza.
Giorno
24 Giugno, avendo l’esigenza di passare da Roma per abbracciare mio
figlio Gaspare e avendo caricato armi e bagagli, moglie, mio figlio Gaspare
e un nipote al seguito, ci
mettemmo in marcia. Felice
partì qualche giorno più tardi, preferendo fare la traversata
Palermo-Genova. L’appuntamento
era alla stazione di servizio “Lario”, vicino al confine svizzero, da
dove la mattina del 29 Giugno alle ore 7,00 cominciò la grande avventura.
A Chiasso l’unica formalità di frontiera fu il pagamento di £
60.000 per il bollino autostradale valido per tutto il 1996.
Presa la direzione Lugano-Bellinzona, il paesaggio si presentava
piacevole e vario, mentre il fetore proveniente dai terreni concimati era
insopportabile. Superata
Airolo siamo entrati nella galleria del Gottardo (17 Km) ed in breve
abbiamo raggiunto Lucerna, senza fermarci e proseguendo con un’allegra
andatura abbiamo raggiunto Basilea dove sul raccordo autostradale, con
qualche formalità, siamo entrati in Germania.
Cambiato qualche spicciolo si è dato inizio al lungo tratto
autostradale Tedesco; l’assenza
di pedaggio non ci è affatto dispiaciuta, in compenso al mezzo è
dispiaciuto in fondo stradale. L’attraversamento della Germania è durato
tutto il giorno del 29 e parte del 30, infatti alle 14.30 del giorno 30
eravamo fermi in un campeggio vicino alla città di Lubecca. La notte
precedente l’avevamo passata in una stazione di servizio di cui le
autostrade tedesche sono piene con ottime aree di sosta bene attrezzate.
Lubecca è una piccola città, ma molto bella; la pioggia ci ha impedito di
apprezzare tutte le sue bellezze, ma non ci ha impedito di gustare le
specialità locali in un caratteristico ristorante. A Lubecca, la sera, lo
sventolio di molte bandiere e lo strombazzare di molte macchine ci dissero
che la Germania aveva vinto il campionato europeo. L’indomani alle ore 11
stavamo per imbarcarci nel porto di Putgarden;
le operazioni di imbarco sono state rapide ed ordinate al massimo.
Dopo una ora circa di navigazione abbiamo raggiunto Rdby sulla costa
danese. Da questo momento in poi tutte le volte che abbiamo attraversato le
frontiere non abbiamo visto l’ombra di un doganiere.
Imboccata l’autostrada direzione Maribo attraverso un territorio
pianeggiante con fugaci viste sul mare e dopo aver superato uno
spettacolare viadotto, ci siamo fermati in una area di sosta.
Le aree di sosta sono numerose e sufficientemente attrezzate. Dopo
il pranzo e un leggero riposino abbiamo ripreso il viaggio e nel pomeriggio
eravamo già nei pressi di Copenaghen. Presa
la decisione all’unanimità, di non fermarci, perché preoccupati che la
sosta ci avrebbe portato via del tempo prezioso impedendoci, magari, di
arrivare alla meta. Debbo dire
che questa preoccupazione ci assillò sino a Trondheim. Lasciata Copenaghen
abbiamo proseguito in direzione Helsingor per imbarcarci. Arrivati nei
pressi del porto, tutte le nostre previsioni sono saltate;
lunghe file di mezzi di tutti i tipi aspettavano di imbarcare.
Infatti arrivati alle ore 16 siamo riusciti ad imbarcare alle 21,15.
Dopo circa trenta minuti di navigazione siamo sbarcati ad Helsingor.
Presa la direzione per Göteborg
alla prima area di sosta ci fermammo per la notte. Da
questo punto in poi non mi soffermerò ancora a parlare di campeggi e aree
di sosta e piazzole attrezzate, per una precisa ragione: in Svezia, in
Norvegia e in Finlandia i campeggi si trovano ovunque, sia nelle località
prettamente turistiche che in in quelle “di passaggio”,
e data l’immensità degli spazi a disposizione, si trovano ovunque
aree attrezzate per una sosta o per un pernottamento. Nella
prima mattinata del giorno 2 Luglio siamo arrivato a Göteborg.
Il paesaggio svedese man mano che si sale, diventa sempre più
interessante; la strada ora
corre vicino al mare ora se ne allontana.
Göteborg è una città bella e moderna, vi sono molti negozi, che
hanno fatto la felicità di mia moglie, la giornata era ventosa e freddina.
In un supermercato del pesce abbiamo comprato pesce a volontà.
Il prezzo del salmone si aggira sulle ventimila lire al chilo,
poco rispetto al pane che costava dalle 8 alle 10 mila al chilo. In tutte e tre i paesi nordici la nostra moneta vale
poco e quello che da noi compriamo ad un prezzo normale li lo pagavamo fino
a tre volte più caro, verdure e frutta compresi.
Verso sera, (si fa per dire) alle 23 faceva ancora chiarore, siamo
arrivati ad Oslo. La
visita della città ci ha impegnati per due giorni;
Il primo lo abbiamo impiegato per la visita della città vera e
propria. Il secondo giorno lo abbiamo dedicato ai musei e ai parchi;
merita una visita il museo delle navi Vichinghe, mentre
il parco più bello e famoso di Oslo è il Frognerparken. Per
raggiungere Bergen abbiamo scelto uno degli itinerari più suggestivi in
quanto riunisce tutti i caratteri paesaggistici della regione Scandinava in
un susseguirsi di paesi, fiumi, laghi, ghiacciai e fiordi.
Arrivati a Heddal ci siamo fermati per ammirare la più famosa
chiesa in legno della Norvegia. Proseguendo
in direzione Amot, nell’altipiano dell’Hardangher, si fiancheggiano
fiumi e laghi tra boschi e prati verdissimi.
Poi il paesaggio cambia improvvisamente :
la vegetazione scompare e la strada serpeggia fra montagne cariche
di neve e laghetti di un azzurro intenso punteggiati qua e là da minuscoli
iceberg. (Le informazioni
avute, prima di partire,
che le strade erano brutte sono false).
Dopo il passo di Roldal si scende lungo
tornanti mozzafiato fino a Skarde
e dopo pochi chilometri si può ammirare la bellissima cascata di
Laterfossen. Nella
cittadina di Odda ci siamo fermati per gustare i dolci locali.
Costeggiando il fiordo di Hadangher
siamo arrivati a Brimnes per traghettare sulla riva opposta del
fiordo e dopo circa 150 Km. nel pomeriggio siamo arrivati a Bergen.
Per visitare la città basta una giornata,
una cosa da non perdere è il mercato del pesce, vi si trova tutto
il pesce che si pesca nel Mar del Nord, perfino la balena che abbiamo
comprato e cucinato in camper. Merita
una visita il quartiere di Bryggen e l’acquario (tra
i più belli d’Europa); se
si ha il tempo si più salire in teleferica sul monte Floyen ed ammirare la
città dall’alto. Lasciata
Bergen siamo ritornati per la stessa strada dell’arrivo che per un tratto
costeggia il Veafjiord e poi si inerpica sull’altipiano.
La strada si fa stretta, le curve pericolose e gli strapiombi
impressionanti, ma è molto gratificante per via degli splendidi scenari
naturali che si susseguono. Giunti
a Vangsnes, data l’ora abbiamo preferito non traghettare.
Attratti da un meraviglioso campeggio che si sviluppa la riva del
Sognefjiord ci siamo fermati per la notte.
Mentre le signore preparavano, i bambini giocavano, io e Felice, con
una canna da pesca giocattolo (UDITE-UDITE) abbiamo pescato 12 merluzzi di
circa 600 grammi ciascuno che abbiamo arrostito subito dopo.
L’indomani mattina (sempre si fa per dire, il sole non tramonta
mai) dopo una traversata di circa 30 minuti siamo sbarcati a Hella.
Lasciata
Hella abbiamo deciso di puntare direttamente su Trondheim.
La tappa non’è stata breve, ma di contro è stata bellissima:
all’inizio si costeggia un ramo del Sognefjiord (l’acqua in
certi tratti ha dei colori stupendi) poi,
con rapidi tornanti, si sale sul massiccio del Jotunheim, uno dei più
importanti di Norveggia. Lo
scenario, via via che ci si addentra nel territorio, è stupendo:
montagne innevate, ghiacciai che lambiscono l’asfalto e laghetti
gelati tutt’intorno. Per
godere appieno dello spettacolo che la natura ci offriva, le soste nelle
piazzole disseminate lungo il percorso sono state.
Inoltre, ogni tanto si incontravano dei punti di vendita di prodotti
locali dove non mancava quasi mai l’attrazione della tenda fumante.
Le renne che incontravamo quì erano lontano dalla strada, ma
bisognava stare attenti alle pecore che camminavano incustodite. Unico
inconveniente la giornata piovose e l’immancabile freddo.
La notte (si fa sempre per dire) ci colse durante la discesa, ma
nessun problema, ci siamo fermati in una delle innumerevoli aree
attrezzate. La mattina del
giorno 8 siamo arrivati a Trondheim; il
sole splendeva alto, la giornata bella e il freddo non si faceva sentire
(ATTENZIONE le giacche e i maglioni non si lasciano mai).
Visitata la cattedrale (massima espressione dell’arte medioevale
norvegese); visitata la vecchia dimora reale e il pittoresco centro
storico, ci siamo diretti nella zona del porto dove, in un caratteristico
ristorantino, abbiamo assaggiato la zuppa di pesce norvegese.
Anche a Trondheim esiste un mercato del pesce che merita una
visitare .
Lasciata la città, l’indomani verso le 12 eravamo entrati nel Circolo
Polare Artico. Il “taglio”
simbolico del parallelo viene più che sfruttato dal punto di vista
commerciale. Un ampio piazzale
accoglie tutti i mezzi in arrivo; al centro sorge un punto turistico e
dentro, oltre ai negozi di souvenir e ristoranti, c’è un ufficio postale
che appone l’annullo per certificare l’avvenuto passaggio. Il paesaggio
è irreale, la vegetazione è scomparsa da un pezzo, per un lungo tratto ci
ha accompagnato solo un deserto di pietre e di ghiacci.
Dopo qualche ora il viaggio può riprendere, c’è poco da vedere. Lasciato dunque il Circolo Polare Artico, prendemmo la
direzione per Bod dove, l’indomani alle 11 ci imbarcammo per le isole
Lofoten. Il viaggio a Capo
Nord non può escludere quello alle isole Lofoten.
Le bellezze di queste zone sono tante e tali che sicuramente non
riuscire a darne la vera immagine, consiglio
a chi viene a trovarsi da queste parti di visitarle perchè il non vedere
le Lofoten sarebbe come andare a Roma e non vedere San Pietro. Visitate
le isole ( a dire il vero non basterebbe un mese per vederle bene) si
ritorna sulla terra ferma. Prima
di puntare direttamente si Capo Nord, consiglio di visitare Hammerfest, la città più settendrionale d’Europa, per due
motivi: primo perchè la città merita
una sosta, è bello vedere le renne libere pascolare nei parchi in città,
secondo, qui è sicuro che vedrete il sole a mezzanotte, e noi lo abbiamo
visto. La
mattina del 13 Luglio, lasciata Hammerfest ci diriggemmo direttamente a
Capo Nord. Ormai non
vedevamo l’ora di arrivare, l’anzia, il piacere, la gioia di stare per
arrivare alla meta ci fece fare l’ultimo tratto velocemente.
Imbarcati a Kafjord, finalmente alle 15,35 prendevamo posto nel
grande parcheggio di Capo Nord! All’ingresso
si pagavano 300 corone (circa 80.000 lire); questa somma ti da diritto a
sostare per 24 ore, ma se rimani di più non ti dicono niente, inoltre si
può accedere al grande complesso turistico e usufruire di quello che
offre. Nel complesso vi si trovano negozi, ristoranti, ufficio
postale, museo, diversi bars e cinematografo (Vi viene proiettato un
documentario altamente spettacolare).
Nella zona sotterranea è stato ricavato un grande salone con
annesso bar a forma di anfiteatro e una enorme vetrata affacciata sul mare
per poter ammirare il sole di mezzanotte.
Ma
che cosa è in realta Capo Nord?
Nord Kap è la meta, la fine di un viaggio, il sogno di averlo
realizzato. Non è vero
che Nord Kap sia una delusione, ha sicuramente il suo fascino.
I panorami lungo tutto il tragitto per arrivare alla famosa meta
sono comunque notevoli e avvolti da un’atmosfera irreale.
Arrivare sin lassù costa parecchio e in denaro e in tempo, ci si
stanca molto, in certi momenti si è tentati a rinunciare e tornare
indietro, ma arrivarci e una conquista che vale la pena di ottenere, e non
solo per vantarsi dicendo “Io vi sono stato”. Anche
sulla stessa persona si vivono strane sensazioni mai sperimentate, i ritmi
biologici risultano completamente sballati, questo dovuto al fatto che il
sole praticamente, in quel periodo, non
tramonta mai e ci e capitato pure che alle
2, non alle 14.00, di
prendere la decisione dicucinare gli spaghetti. A
questo punto abbiamo iniziato il viaggio di ritorno attravresando la
Lapponia, la Finlandia e la Svezia. Il paesaggio
Lappone cambia continuamente, ci troviamo in piena tundra e lungo il
percorso si incontrano gruppi di lapponi che offrono le loro lavorazioni
artigianali a prezzi modesti (corna di renna, pelli, coltelli con il manico
d’osso). Ogni tanto si
vedono branchi di renne che spesso attraversano la strada.
Man mano che ci si addentra in Finlandia il paesaggio diventa sempre
più tipico con fiumi, laghi, foreste interminabili e nugoli zanzare
resistenti ad ogni forma di repellenti, creme o zampironi.
L’unica vera fermata in Finlandia è stata al villaggio di Santa
Klaus, il paese di Babbo Natale, complesso turistico attrezzatissimo. I bambini hanno scritto le lettere a Santa Klaus mentre
io e Felice abbiamo fatto le foto insieme a lui.
La tappa successiva è stata Stoccolma, la cui visita e durata
quattro giorni. La capitale
svedese è una città molto bella e interessante. Da non perdere una visita
alla città vecchia e il cambio della guardia al Palazzo Reale, uno
spettacolo ben più suggestivo di quello offerto dalle guardie Inglesi.
Dura un’ora e vengono eseguite varie marce tra cui quella
trionfale dell’Aida. Se
si dispone di un pò di tempo si consiglia di provare il fascino
particolare di un caffè al Caffe dell’Opera.
Infine lasciata Stoccolma prendiamo la strada del ritorno, facendo
solo soste di trasferimento. Parafrasando
l’Abate Negri, posso dire: “La mia sete di turista è stata appagata ma
adesso sono contento di aver fatto ritorno alla mia Isola.
( foto Nello Lombardo ) Come
nasce un viaggio in Marocco? Il
primo dice all’altro: “dove vai quest’anno?” - “Io vado in
Andalusia” risponde il secondo. “Ma come”, risponde il primo, “con
una fumata di sigaretta non siamo in Marocco?”
E così si parte.
Marocco,
tre paesi diversi visitati nell’arco di pochi giorni: quello
delle città imperiali, quello del deserto ed
il Marocco quasi europeo della costa atlantica. Dopo
un balzo a bordo di un modernissimo catamarano che ci traghetta Raggiungiamo
Er Rachidia ed ancora l’Oasi
di Meski con l’aiuto di una
guida (che ci ha scelto come Attraverso
una petraia raggiungiamo l’oasi di Merzouga e quindi quella di Rissani ed
i suoi palmizi. Risaliamo
per addentrarci nelle gole del Toudrà tra villaggi e Ksar
(case fortificate), un bagno rinfrescante ci libera dalla fatica e
un ristorantino ci cucina dei deliziosi spiedini, che innaffiamo con vino
da “nanna” (invidiatoci da tutti,
mussulmani e non). La
valle delle rose ci inebria di profumi del fiore odoroso: viene infatti
imbottigliato sotto forma di acqua di rose, unguento,
profumo e quant'altro possa venire in mente. Puntiamo
su Ouarzazate, quadrivio per l’oasi di Zagora, Agadir, Valle delle Rose,
e Marrakech. Andiamo
a Marrakech imperiale e tentacolare con il suo palmeto,
il souk e la sua piazza con una moltitudine di gente, sempre
mutevole, ecco il veroMarocco come lo si vede nei reportage ed al cinema.
Risaliamo
verso Safi ed el Jadida, bellissima spiaggia e bellissima festa di Agosto,
detta moussem dove almeno 200.000 persone accorrono per assistere alla
parate e fantasie cui partecipano 15.000 cavalli ed i migliori
cavallerizzi del paese con grande spiegamento di bardature e
sontuosi costumi. Casablanca
non si fa attendere, infatti una “comoda” autostrada ci fa arrivare
presto. La sua moschea Rabat
la Capitale ha un souk finalmente vivibile per noi europei e volentieri ci
attardiamo tra i suoi vicoli. Un
salto e siamo già alle porte di Ceuta, la Spagna ci aspetta, la vacanza è
conclusa.
Ciao Marocco.
Nello Lombardo.
Ultimo aggiornamento: 15-12-03 |
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